Disastro Napoli, Ventrone: «Azzurri disabituati all’allenamento»

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Dopo il finale disastroso della gara di Empoli, si è aperto il dibattito sui motivi che hanno portato il Napoli a uscire dalla corsa scudetto. Così, sotto accusa è finita la condizione psicofisica della squadra, apparsa poco brillante nelle ultime tre uscite; tre partite (Fiorentina, Roma ed Empoli) in cui gli azzurri avrebbero dovuto ottenere nove punti, o sette quantomeno, e invece ne hanno portato a casa solo uno. Un magro bottino per una squadra che fino a 20 giorni fa era una legittima pretendente al titolo; mentre ora deve preoccuparsi della rimonta della Juventus, pronta a scipparle il terzo posto.

Eppure, gli uomini di Spalletti avevano superato indenni la fase più critica della stagione, tra dicembre e febbraio, quando infortuni e Coppa d’Africa avevano portato via elementi fondamentali della rosa. E, invece, il Napoli ha subito il calo nelle ultime settimane, avendo a disposizione quasi tutti i calciatori ed essendo uscito dalle coppe.

Il Napoli è crollato inaspettatamente

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Un crollo inaspettato, dunque, su cui ci s’interroga. E sul banco degli imputati ci sono finiti anche Spalletti e il suo staff, colpevoli di non aver curato bene la preparazione atletica della squadra nell’ultimo periodo.

Ma Giampiero Ventrone, ex preparatore atletico del Napoli, ora impegnato col Tottenham di Antonio Conte, dà una spiegazione diversa. «Le prestazioni di una squadra non dipendono solo dal benessere fisico – ha spiegato Ventrone, intervenendo a Si gonfia la rete, programma condotto da Raffaele Auriemma su Radio Marte –. Un calciatore può stare benissimo fisicamente e non avere efficienza tecnica e tattica. E questa mancanza può essere causata anche da eventuali preoccupazioni o dalla poca serenità mentale».

Per il professore, poi, anche il ritorno alla settimana tipo, che consente alla squadra di allenarsi regolarmente, non avendo più impegni infrasettimanali, non sempre porta a un recupero della piena forma fisica.

«Da parte del calciatore ci può essere una disabitudine ad allenarsi – ha sostenuto –. Ormai, si è talmente abituato a giocare ogni tre giorni che gli risulta difficile tornare ad allenarsi con regolarità. È l’opposto di ciò che accade a chi si allena ma non gioca. E, poi, quando viene impiegato, fatica a ritrovare il ritmo partita. Ma di solito si risolve tutto nel giro di qualche settimana».

Una teoria che non trova riscontri

Una teoria interessante, quella esposta da Giampiero Ventrone, che però non trova riscontri nei risultati ottenuti dagli azzurri. Infatti, dopo l’uscita di scena dall’Europa League ad opera del Barcellona, gli uomini di Spalletti hanno collezionato quattro vittorie e una sconfitta nelle cinque partite successive; un ruolino di marcia che li aveva portati a contendere lo scudetto a Inter e Milan a sette giornate dalla fine del campionato. Poi, nel momento topico della stagione, quando c’era da dare il tutto per tutto, la squadra è sembrata svuotata e priva di stimoli.

Del resto, era successo lo stesso al Napoli di Maurizio Sarri nel 2018, quando, dopo aver battuto la Juventus a Torino, portandosi a -1 dalla capolista, la settimana successiva era crollata a Firenze, incassando un indiscutibile 3-0. E ancora l’anno scorso, con Gattuso in panchina, all’ultima partita col Verona, gli azzurri persero la qualificazione Champions, impantanandosi in un pareggio contro una squadra scesa in campo per onore di firma.

Dunque, evidentemente, cambiano gli allenatori, i calciatori e i contendenti, ma la conclusione è identica. E allora, probabilmente, più che su squadra e guida tecnica, la società due domande su sé stessa dovrebbe porsele. E, magari, se trova le risposte, comunicarle serenamente a tifosi e addetti ai lavori.

Gennaro Morra

Nato e cresciuto a Napoli, dove vivo attualmente, ho studiato informatica e sociologia. Ho tante passioni, ma quella che coltivo di più è la scrittura in tutte le sue forme. Sono giornalista pubblicista e ho all’attivo un romanzo, una raccolta di poesie, alcuni testi per canzoni, diversi premi vinti in concorsi di poesia e narrativa, collaborazioni con Repubblica Napoli e il Mattino.

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