Dj Molella sul brano “Vesuvio erutta”: «Ci fa schifo, denunceremo»

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Non si placano le polemiche intorno alla pubblicazione sulle maggiori piattaforme digitali del brano Vesuvio erutta (Tutta Napoli è distrutta). Una canzone che non è altro che il rifacimento di Freed from Desire, una hit dance degli anni Novanta firmata Maurizio Molella – Dj Molella, Gaia Rizzatto – Gala e Filippo Carmeni – Phil Jay.

Da tempo la melodia della canzone è stata presa in prestito dalle tifoserie calcistiche di mezza Europa per realizzare cori da stadio e incitare le loro squadre durante le partite. Ma c’è anche chi su quel motivo ha pensato bene di realizzare un testo in cui s’invoca il Vesuvio perché distrugga Napoli.

Dallo stadio al successo di Spotify, Amazon Music ed Apple Music

E già è grave che un simile coro venga cantato in uno stadio, se poi te lo ritrovi su Spotify, Amazon Music ed Apple Music, vantando decine di migliaia di ascolti, la faccenda assume contorni inquietanti.

Il problema, infatti, è che in questo modo i messaggi d’odio possono essere veicolati a una platea di milioni di persone; ma il loro ascolto porta anche dei benefici economici agli utenti che li pubblicano e alle stesse piattaforme.

Per questo ieri si è alzato un polverone dinanzi alla scoperta che su Spotify e i suoi simili si poteva ascoltare e scaricare anche Vesuvio erutta (Tutta Napoli è distrutta). E subito sono partiti messaggi di protesta e segnalazioni affinché il brano venisse eliminato. Una richiesta che per il momento ha accolto solo Spotify, che ne ha inibito l’ascolto. Sulle altre piattaforme, invece, non è successo nulla.

Ma su questa vicenda c’è un’altra questione da chiarire: com’è possibile che un qualsiasi utente possa pubblicare su una piattaforma un brano del genere, senza avere nemmeno l’autorizzazione degli autori della canzone originale?

Dj Molella si dissocia da chi ha pubblicato quel brano

La domanda l’hanno posta Gianni Simioli e Serena Li Calzi a uno degli autori di Freed from Desire.

«Non lo so come sia possibile – ha risposto Dj Molella ai conduttori de La Radiazza in onda su Radio Marte –. Dovrebbero esserci delle limitazioni per evitare, appunto, che una persona qualsiasi si svegli una mattina e pubblichi una tua canzone con un testo imbarazzante». E ha continuato: «Non voglio nemmeno citarlo quel titolo, perché mi fa schifo. Il problema è che il brano è stato pubblicato con i nostri nomi, per cui la gente pensa che dietro ci siamo noi, ma non è così. Noi non avremmo mai potuto concepirla una cosa del genere».

Poi ha annunciato che lui e gli altri due autori si sono già attivati per risolvere il problema: «Ci siamo già mossi con gli avvocati per far rimuovere il brano da tutte le piattaforme e dai social, pure Youtube. Speriamo di riuscirci quanto prima, nel frattempo mi scuso io a nome degli imbecilli che hanno fatto questa cosa».

Ovviamente, non è la prima volta che la sua hit del 1996 viene rifatta: «Combattiamo tutti i giorni con questo tipo di rifacimenti – ha ammesso Dj Molella –. Non le chiamerei nemmeno cover, perché quelle sono un’altra cosa. E a me sta anche bene che allo stadio diventi un coro per incitare la propria squadra, ma ci si deve limitare a quello. Poi, però, quando si scade in cose del genere, non è più accettabile».

Per questo i tre autori si stanno impegnando per scoprire chi ha pubblicato quella versione: «Purtroppo non è facile – ha confessato Dj Molella –. Il brano è stato rilasciato con i nostri nomi, forse per questo ha superato i filtri. Comunque, abbiamo già dato mandato agli avvocati, sperando che partano presto le denunce».

Gennaro Morra

Nato e cresciuto a Napoli, dove vivo attualmente, ho studiato informatica e sociologia. Ho tante passioni, ma quella che coltivo di più è la scrittura in tutte le sue forme. Sono giornalista pubblicista e ho all’attivo un romanzo, una raccolta di poesie, alcuni testi per canzoni, diversi premi vinti in concorsi di poesia e narrativa, collaborazioni con Repubblica Napoli e il Mattino.

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