È stata la mano di Dio candidato agli Oscar come miglior film straniero

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È stata la mano di Dio è stato inserito nella cinquina finale dei film che si contenderanno l’Oscar per il miglior film straniero. Un traguardo che sembrava scontato per l’ultima opera di Paolo Sorrentino, ma, dopo essere rimasto a mani vuote ai Golden Globe, qualche timore di non rientrare nei cinque finalisti c’era.

E invece la creatura del regista napoletano ce l’ha fatta e a marzo si contenderà la prestigiosa statuetta con altre quattro pellicole. Ma, vista la distribuzione delle altre candidature, il film italiano non sembra favorito per la vittoria finale. In particolare il giapponese Drive my car, con le sue quattro nomination (miglior film, miglior film internazionale, miglior regia e miglior sceneggiatura non originale) sembra il più quotato ad aggiudicarsi l’ambito premio. E ha buone chance di vittoria anche il film danese Flee, che è candidato come miglior film internazionale, miglior documentario e miglior film d’animazione.

Trailer ufficiale del film È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino spera di fare il bis

Ovviamente, Paolo Sorrentino spera di bissare il successo del 2014, quando l’Accademy lo premiò con l’Oscar per La grande Bellezza. Ma È stata la mano di Dio è un film tanto diverso da quella pellicola che raccontava la Roma mondana e radical chic in uno stile molto felliniano. Come ha spiegato in più di un’occasione lo stesso regista, nella storia di Fabietto c’è molto della sua vicenda personale, tanto da fargli affermare che si tratta del film più intimo che abbia mai girato.

Dunque, una trama autobiografica in cui, però, una parte del pubblico, soprattutto chi ha vissuto a Napoli negli anni Ottanta, ha ritrovato molti elementi della sua esistenza. Ma probabilmente a decretare il successo del film è stata l’ambivalenza dei sentimenti che suscita: la storia di Fabietto e della sua famiglia diverte e commuove, fa arrabbiare ma anche sperare di riuscire a trovare la propria strada.

I premi già vinti da È stata la mano di Dio

Oltre al consenso del pubblico, quello delle sale cinematografiche e quello dello streaming (dal 15 dicembre il titolo è disponibile nel catalogo di Netflix), È stata la mano di Dio ha convinto anche la critica, raccogliendo nomination e riconoscimenti in giro per il mondo: candidato come miglior film straniero ai Golden Globe 2022; Premio Leone d’argento – Gran premio della giuria e Premio Marcello Mastroianni miglior attore o attrice esordiente a Filippo Scotti, che veste i panni di Fabio Schisa, al Festival di Venezia 2022; candidato come miglior film non in lingua inglese ai BAFTA 2022, gli Oscar britannici che assegneranno i loro premi 15 giorni prima di Hollywood. E allora chissà, magari per Sorrentino e la sua creatura il bello deve ancora venire. Ma questo lo scopriremo tra meno di due mesi.

Gennaro Morra

Nato e cresciuto a Napoli, dove vivo attualmente, ho studiato informatica e sociologia. Ho tante passioni, ma quella che coltivo di più è la scrittura in tutte le sue forme. Sono giornalista pubblicista e ho all’attivo un romanzo, una raccolta di poesie, alcuni testi per canzoni, diversi premi vinti in concorsi di poesia e narrativa, collaborazioni con Repubblica Napoli e il Mattino.

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