Guerra in Ucraina, il napoletano dalla Finlandia: «Qui si preparano i soldati»

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La guerra in Ucraina è scoppiata ormai da due settimane e chi pensava che potesse chiudersi in breve tempo si sbagliava. Evidentemente, in tanti, compreso lo stesso Putin, non avevano messo in conto la capacità di resistere degli ucraini. Ma questo protrarsi del conflitto rende più probabile il coinvolgimento di altri attori, con il rischio che la situazione vada fuori controllo.

Così, ci sono diversi paesi che a questo punto temono che i russi invadano anche i loro territori. Infatti, la Nato ha rafforzato in modo significativo la presenza nella parte orientale dell’alleanza, mettendo in stato di “allerta alta” 130 jet e 200 imbarcazioni. E nella regione ci sono anche migliaia di soldati, inclusi i battaglioni multinazionali, come ha spiegato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

La difesa dei paesi fuori dalla Nato

Ma se i paesi che aderiscono al patto atlantico si sentono protetti dallo scudo che offre l’organizzazione, lo stesso non può dirsi per quelli che non rientrano nel cosiddetto blocco occidentale. È il caso, per esempio, della Finlandia, che con la Russia condivide un lungo confine e con cui in passato si è già scontrata pesantemente.

Infatti, nelle settimane scorse da più parti è suonato l’allarme per la nazione della Fennoscandia. In particolare, Nikki Haley, ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, ha dichiarato che Putin minaccia d’invadere la Finlandia e la Svezia. Minaccia scattata alla notizia che la Finlandia vorrebbe chiedere ufficialmente di entrare nella Nato, provocando la dura risposta di Mosca: «Ci sarebbero gravi conseguenze».

Del resto, la stessa premier finlandese, Sanna Marin, quattro giorni dopo l’entrata delle truppe russe in Ucraina, aveva condannato fermamente l’azione. E poi aveva annunciato che, per la prima volta nella storia, il suo paese avrebbe inviato armi agli ucraini per permettergli di difendersi.

La Guerra in Ucraina potrebbe pericolosamente allargarsi

In questo scenario, l’ipotesi che la guerra in Ucraina si allarghi pericolosamente non è così irreale. N’è prova che dai paesi dell’Europa del nord giungono notizie di imminenti esercitazioni militari.

Infatti, la Norvegia ha organizzato sul suo territorio, come fa ogni anno pari dal 2006, addestramenti di guerra in condizioni climatiche proibitive. Esercitazioni che partiranno a metà marzo e a cui prenderanno parte 35mila soldati provenienti dai paesi della Nato; ma in quest’occasione sono stati invitati anche i militari di Svezia e Finlandia, anche se le due nazioni non fanno parte dell’alleanza atlantica.

La Finlandia prepara i soldati anche sul proprio territorio

Ma non è tutto, perché ci giunge notizia che i finlandesi starebbero per avviare un periodo di addestramento anche in casa loro.

«La prossima settimana ci potrebbero essere anche qui delle esercitazioni – prevede Bruno Marone da Kuopio –. A scuola di mia figlia hanno annunciato la possibile presenza di soldati in questi giorni, ma le maestre hanno rassicurato i bambini dicendogli che non siamo in guerra. Credo che le operazioni potrebbero svolgersi anche lì, visto che ora a scuola ci sarà una settimana di vacanze».

Padre napoletano e madre finlandese, Bruno vive nella cittadina finnica da oltre dieci anni, dopo aver vissuto a Napoli per quasi tutta la sua esistenza. Ora, però, è preoccupato per i venti di guerra che soffiano da quelle parti: «Il nostro paese è quello col confine più lungo con la Russia, 1.340 chilometri – spiega –. Per fortuna lungo la linea che ci divide c’è una foresta impenetrabile, ma, ovviamente, le incursioni aeree sono comunque possibili».

Poi quel ricorso storico che riempie d’orgoglio i finlandesi: «I russi li abbiamo già respinti nella Seconda Guerra Mondiale – ricorda il 51enne –. Tra novembre e marzo 1940 la Russia cercò di invaderci, ma dovette rinunciarci subendo moltissime perdite. I dati ufficiali parlano di 226mila morti, 265mila feriti e più di 400mila dispersi; mentre tra i nostri ci furono meno di 27mila morti e quasi 40mila feriti. Insomma, siamo stati il loro Vietnam e stavolta farebbero bene a ponderare attentamente un eventuale attacco».

Gennaro Morra

Nato e cresciuto a Napoli, dove vivo attualmente, ho studiato informatica e sociologia. Ho tante passioni, ma quella che coltivo di più è la scrittura in tutte le sue forme. Sono giornalista pubblicista e ho all’attivo un romanzo, una raccolta di poesie, alcuni testi per canzoni, diversi premi vinti in concorsi di poesia e narrativa, collaborazioni con Repubblica Napoli e il Mattino.

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