Guerra in Ucraina: Napoli scende in piazza per la pace

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Stamattina anche a Napoli migliaia di persone si sono ritrovate in largo Berlinguer per dire no alla guerra in Ucraina. L’appello era stato lanciato Cgil, Cisl e Uil giovedì scorso, a poche ore dall’entrata delle truppe russe in territorio ucraino. E a quella chiamata non hanno risposto solo semplici cittadini, ma anche associazioni e rappresentanti delle istituzioni napoletane e campane.

Naturalmente, in piazza non mancavano nutrite rappresentanze delle comunità russa e ucraina presenti in città. In particolare, sono circa 41mila gli immigrati provenienti dalla giovane repubblica dell’Est che vivono e lavorano in Campania, spesso nelle nostre famiglie. Perciò è ovvio che moltissimi napoletani e campani abbiano voluto testimoniare la loro vicinanza e solidarietà a queste persone. Uomini e donne che hanno lasciato in patria parenti e amici e che ora temono per la vita dei loro cari.

I sindacati chiedono di fermare le armi

Al corteo, che poi ha sfilato lungo via Toledo, erano presenti i segretari generali della Campania delle tre principali sigle sindacali. E all’unanimità i tre sindacalisti hanno chiesto di fermare immediatamente la guerra in Ucraina.

«Bisogna dare una risposta compatta da parte del popolo europeo – ha dichiarato alla Tgr Campania Giampiero Tipaldi della Cisl –. Quella di Putin è un’aggressione, mentre noi abbiamo il diritto di vivere in pace, serenità e nella sovranità territoriale». E Giovanni Sgambati della Uil sottolinea il segnale forte lanciato da Napoli: «Dalla città Medaglia d’Oro per la resistenza poteva arrivare solo una risposta coesa – ha detto sempre al telegiornale regionale –. Il mondo del lavoro oggi ha chiamato in piazza tantissime realtà, perché è importante esprimere solidarietà al popolo ucraino».

Infine, Nicola Ricci della Cgil: «Noi siamo per la libertà e l’autodeterminazione degli ucraini – ha sostenuto, anche lui intervistato dalla Tgr Campania –. E il mondo del lavoro, insieme a tante associazioni, lo grida da Napoli, perché l’Europa non può pagare le conseguenze della guerra in Ucraina. Una guerra che condanniamo fermamente».

Anche il Comune di Napoli condanna la guerra in Ucraina

Infatti, accanto a Cgil, Cisl e Uil hanno preso parte alla manifestazione molte altre realtà associative. E a gridare il loro no alla guerra in Ucraina c’erano anche Legambiente, l’Anpi, la Comunità di Sant’Egidio e padre Alex Zanotelli, solo per citarne qualcuno.

Ma non mancavano nemmeno rappresentanti della Regione Campania e del Comune di Napoli, che già giovedì aveva preso posizione sull’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione russa. «Siamo qua per testimoniare vicinanza e solidarietà al popolo ucraino – ha affermato Maria Filippone, vicesindaca della città partenopea –. E ieri sera il sindaco ha voluto che la facciata del Maschio Angioino si colorasse con i colori della bandiera ucraina. Sono gesti simbolici, ma servono anche quelli».

Gennaro Morra

Nato e cresciuto a Napoli, dove vivo attualmente, ho studiato informatica e sociologia. Ho tante passioni, ma quella che coltivo di più è la scrittura in tutte le sue forme. Sono giornalista pubblicista e ho all’attivo un romanzo, una raccolta di poesie, alcuni testi per canzoni, diversi premi vinti in concorsi di poesia e narrativa, collaborazioni con Repubblica Napoli e il Mattino.

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