Napoli-Fiorentina, per gli azzurri croce e delizia delle corse scudetto

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C’è sempre un Napoli-Fiorentina nei momenti crociali delle stagioni in cui gli azzurri lottano per lo scudetto. Infatti, è legato a questa gara il ricordo più bello: quel 10 maggio 1987, quando un pareggio con i viola di Baggio assegnò al Napoli di Maradona il primo scudetto della storia.

Si giocava invece al Franchi quel 29 aprile 2018, quando la banda del Komandante Sarri arrivò a Firenze carica di entusiasmo, dopo aver battuto la Juventus capolista, riducendo lo svantaggio in classifica a -1. Ci si aspettava una gran partita del Napoli anche in terra toscana per continuare a contendere lo scudetto ai bianconeri; ma le aspettative furono deluse, perché la squadra scese in campo scarica e fu asfaltata da una tripletta di Simeone.

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Poi Sarri spiegò quella clamorosa sconfitta, sostenendo che i suoi giocatori avevano perso quella partita in albergo, guardando ciò che era successo durante Inter-Juventus. In pratica, secondo l’allenatore toscano, i suoi uomini erano stati scoraggiati dagli errori arbitrali che avevano favorito i torinesi. E su quella tesi ancora oggi si dibatte tanto.

Differenze e similitudini dopo quattro anni

A distanza di quattro anni, in molti avevano colto diverse similitudini tra quella gara e l’incontro Napoli-Fiorentina in programma ieri a Fuorigrotta. Infatti, proprio come allora, il Napoli arrivava molto carico alla sfida coi viola dopo aver battuto l’Atalanta a Bergamo; una vittoria che gli aveva consentito di portarsi a -1 dalla capolista, il Milan, approfittando dell’inaspettato pareggio dei rossoneri col Bologna.

Ma stavolta gli azzurri giocavano in casa, in un Diego Armando Maradona finalmente gremito per la capienza massima consentita di 50mila spettatori; soprattutto, in quest’occasione i rivali del Milan sarebbero scesi in campo circa quattro ore dopo la loro gara. Perciò c’erano tutti i presupposti per non ripetere la disfatta del 2018.

Il primo tempo di Napoli-Fiorentina

Highlight di Napoli-Fiorentina da Dazn

E in effetti gli uomini Spalletti hanno iniziato bene la partita, sfiorando più volte il gol nella prima parte del primo tempo con Osimhen, Insigne e Fabian Ruiz. Ma col passare dei minuti la Fiorentina cresce, Nico Gonzalez è una spina nel fianco della difesa partenopea, mentre a centrocampo Zielinski e Fabian Ruiz non sembrano essere entrati in partita. Ed è lì che i viola prendono il sopravvento.

Così, al 29’ arriva il vantaggio della squadra di Italiano: Biraghi crossa dalla sinistra, la palla attraversa tutta l’area e finisce a Dancan, che ripropone il cross; a centro area Cabral tocca il pallone di testa e trova libero Nico Gonzalez, che batte Ospina con un potente sinistro all’incrocio.

Il Napoli cerca di reagire con Mario Rui, che al 34’ riceve un lancio di Koulibaly, supera di slancio un difensore, entrando in area di rigore viola sinistra, e tira in porta con potenza ma senza precisione.

Il secondo tempo inizia bene

Il primo tempo di Napoli-Fiorentina finisce qui e al ritorno in campo nel campo tra gli azzurri non c’è più Politano, sostituito da Lozano. Ma la squadra non sembra ricevere la scossa giusta, così Spalletti all’56’ butta dentro anche Mertens al posto di Fabian Ruiz. E al folletto belga bastano due minuti per raddrizzare il risultato: Osimhen sgroppa sulla sinistra, entra in area e scarica il pallone all’indietro, trovando il numero 14 al limite; da lì l’attaccante scocca un tiro precisissimo che s’infila in rete radendo il palo.

Sull’1-1 ci si aspetterebbe che i partenopei riprendano in mano la partita per portarla dalla loro parte; e invece è la Fiorentina a rendersi pericolosa con Ikone a cui viene annullato un gol per fuori gioco. Ma al 67’ è proprio lui a portare di nuovo in vantaggio i suoi, raccogliendo un cross di Nico Gonzalez e battendo Ospina con un sinistro a incrociare.

Dunque, il Napoli è di nuovo sotto e stavolta non ha nemmeno il tempo di reagire, perché quattro minuti dopo gli avversari segnano ancora: Rrahmani perde banalmente palla a centrocampo, Cabral approfitta anche di una scivolata di Lobotka e batte Ospina con un tiro a giro.

La partita sembra chiusa, ma all’84’ Osimhen tenta di riaprirla: cross di Mario Rui dalla trequarti, lui si libera di Igor con uno stop di petto orientato e batte Terracciano con un destro potente. E a quel punto ci sarebbe ancora tempo per riacciuffare un clamoroso pareggio, ma il Napoli non riesce più a costruirsi buone occasioni.

Spalletti amareggiato dopo Napoli-Fiorentina

È uno Spalletti molto amareggiato quello chiamato a commentare un Napoli-Fiorentina che l’allenatore toscano aveva immaginato diversamente.

«È una sconfitta che ci costa molto – dice ai microfoni di Dazn –. Noi abbiamo fatto bene nella prima parte del primo tempo, poi c’è stato il loro ritorno. Noi abbiamo giocato troppe palle lunghe  non siamo riusciti a mantenere lee distanze, così loro hanno preso il controllo del centrocampo. Ma fino al pareggio eravamo pienamente in partita. Poi ci sono stati due episodi, due nostri errori, e l’abbiamo persa per colpe nostre. Però, anche se noi non meritavamo di perdere, è vero che loro non hanno rubato niente».

Poi sulla corsa scudetto: «È chiaro che adesso si fa molto difficile – ammette –. E anche se ogni settimana può cambiare tutto, ora non dipende più da noi, ma dagli altri. Ma questo non significa che non continueremo a essere professionisti, a fare le nostre cose e a pensare di vincere la prossima partita».

Gennaro Morra

Nato e cresciuto a Napoli, dove vivo attualmente, ho studiato informatica e sociologia. Ho tante passioni, ma quella che coltivo di più è la scrittura in tutte le sue forme. Sono giornalista pubblicista e ho all’attivo un romanzo, una raccolta di poesie, alcuni testi per canzoni, diversi premi vinti in concorsi di poesia e narrativa, collaborazioni con Repubblica Napoli e il Mattino.

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