Odessa la napoletana sotto attacco dei russi

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Due notti fa la città ucraina di Odessa è stata attaccata dal mare dalle navi da guerra russe; dalla mezzanotte del 16 marzo una pioggia di missili e artiglieria pesante è caduta sulla costa di Oblast che dà sul Mar Nero. E in città le sirene riecheggiano da due giorni, ma per il momento i bombardamenti non avrebbero causato molti danni.

L’attacco a Odessa era atteso da tempo. Infatti, i satelliti avevano rilevato il movimento di un’intera flotta navale russa verso la città portuale dell’Ucraina del sud. E la sua conquista sarebbe una vittoria importantissima per Putin, che così toglierebbe a Zelensky la sua capitale economica. La città meridionale, difatti, oltre a essere tra le più popolose del paese con un milione di abitanti, costituisce il suo unico sbocco sul mare. E attraverso il suo porto avvengono la maggior parte degli scambi commerciali con gli altri paesi.

L’importanza strategica di Odessa

È chiaro, quindi, che la presa di Odessa ha un’importanza strategica fondamentale sull’andamento della guerra. Un conflitto che Putin pensava di chiudere nel giro di una settimana, invece la resistenza ucraina sta dando filo da torcere all’invasore. Perciò, è prevedibile che nei prossimi giorni i russi entrino in città per prendere il controllo del porto e bloccare i rifornimenti al paese.

In questo modo, i russi sperano di costringere il presidente ucraino alla resa, arrivando più forti al tavolo della mediazione. In questi giorni di attesa, però, gli abitanti di Odessa si sono preparati e sono pronti combattere strada per strada per difendere la città. E tutto lascia pensare che anche quest’operazione non sarà facile per l’esercito di Putin.

Il legame speciale con Napoli

Ma la notizia del bombardamento su Odessa ha colpito in modo particolare i napoletani. Infatti, tra la città partenopea e quella ucraina c’è un legame storico che le unisce da due secoli. E il motivo sta nel fatto che a fondare la città nel bacino del Mar Nero nel 1794 fu Giuseppe De Ribas, un napoletano d’origine spagnola. Una circostanza che fece di Odessa il naturale approdo per tanti partenopei, che lì aprirono molte attività economiche. E a loro si unirono anche tanti genovesi e livornesi, costituendo una nutrita comunità di nostri connazionali in città. Così, l’italiano divenne la seconda lingua ufficiale, ma nelle strade e nelle piazze si parlava anche tanto il napoletano.

Del resto, a costituire gran parte della comunità italiana erano proprio i partenopei, che a Odessa ritrovavano alcune caratteristiche che gli ricordavano Napoli, come l’affaccio sul golfo. E proprio davanti a quel panorama, ispirati da una bellissima alba sul Mar nero, Giovanni Capurro e Eduardo Di Capua composero ‘O sole mio; canzone che più rappresenta la musica napoletana nel mondo.

L’intervento di Erri De Luca

Poi con la rivoluzione del 1917 la maggior parte della comunità italiana fu costretta ad andar via e in città rimasero poche decine di nostri connazionali. Ma tra le due città c’è ancora un legame, un rapporto speciale testimoniato anche da Erri De Luca. Lo scrittore napoletano, infatti, nei giorni scorsi alla città ucraina ha dedicato un lungo post sul sito della sua fondazione.

«Non ho nostalgie geografiche, non ho desiderato visitare la moderna Odessa. Mi basta quella di Babel – scrive De Luca, citando lo scrittore d’origine ebraica –. Insieme e grazie a lui ho abitato da lettore il povero quartiere della Moldovanka, abitato, come i Quartieri Spagnoli di Napoli, da residenti plurisecolari». E continua: «Sullo schermo appare il lungomare di Odessa con l’orizzonte di navi da guerra allineate in posizione di tiro». Poi conclude: «“Scenderanno i Russi al sud”, ma stavolta non per il mare e il sole. Scendono per uccidere e morire a Odessa. Ogni guerra è intimamente fratricida, ma questa lo è di più. Arrivederci Odessa, do svidania».

Gennaro Morra

Nato e cresciuto a Napoli, dove vivo attualmente, ho studiato informatica e sociologia. Ho tante passioni, ma quella che coltivo di più è la scrittura in tutte le sue forme. Sono giornalista pubblicista e ho all’attivo un romanzo, una raccolta di poesie, alcuni testi per canzoni, diversi premi vinti in concorsi di poesia e narrativa, collaborazioni con Repubblica Napoli e il Mattino.

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