Re Carlo III e quegli ombrelli napoletani firmati Talarico

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La settimana scorsa, all’indomani della morte della regina Elisabetta II, quando ancora suo figlio non era stato proclamato re Carlo III, una telefonata è partita da Buckingham Palace per raggiungere una piccola bottega situata al centro di Napoli.

E a rispondere, mentre è a lavoro nel suo negozio-laboratorio di vico Due Porte a Toledo, è Mario Talarico, un nome che nel mondo è sinonimo di ombrelli costruiti a mano. Ma lui non ne è molto sorpreso, perché è in contatto con la famiglia reale inglese già da anni.

Talarico diventa fornitore ufficiale di re Carlo III

«Realizzavamo ombrelli per re Carlo III già quando era principe del Galles – ha spiegato l’artigiano a Metti a folle, trasmissione in onda su Radio Marte –. E con quella telefonata si sono raccomandati di mettere un nastro nero intorno alla lettera che ci hanno inviato giorni fa, come segno di lutto per la morte della regina. Inoltre, ci hanno informato che ora siamo fornitori del re d’Inghilterra».

Una fornitura che, comunque, per ora conta pochi pezzi: «Per re Carlo III abbiamo realizzato tre ombrelli – ha raccontato Mario ai conduttori Elisa D’Avino e Gianluca Gifuni –. Due hanno il manico di vero corno e il bastone in legno di limone di Sorrento, mentre l’altro è particolarmente prezioso. Infatti, è stato ricavato da un unico pezzo di bambù, un ombrello che mai nessuno ha realizzato in quel modo. Un omaggio da parte dell’ambasciatore di Algeri di cui rimase molto contento, tanto da farci inviare una lettera di ringraziamenti dalla Clarence House (residenza ufficiale del principe di Galles, ndr).

Un altro famoso principe tra i clienti di Talarico

Ma tra i clienti della storica bottega Talarico, nata nel 1860, c’è un altro principe: «Siamo fornitori ufficiali del principe Antonio de Curtis, in arte Totò – ha confermato Mario –. E anche oggi che non c’è più, continuiamo a realizzare le repliche degli ombrelli posseduti da Totò, quand’era in vita. Inoltre, abbiamo l’esclusiva dell’ombrello di Totò, che ha nel manico la sua faccia dipinta a mano».

Invece, uno degli ombrelli più costosi è stato realizzato per un celebre artista: «Ci fu commissionato per omaggiare Lucio Dalla – rivela Mario Talarico –. Si tratta di un bastone arabo, intarsiato e coperto di pietre preziose, che da solo vale 15mila euro. Un oggetto che ci fornì un avvocato amico del cantautore, chiedendoci di farne un ombrello da regalare all’artista bolognese. In quel modo l’avvocato voleva disobbligarsi, perché una sera, per far colpo su una ragazza di cui era innamorato, aveva chiamato Dalla al telefono, chiedendogli di cantare alla ragazza il ritornello di Caruso. E Dalla, umile com’era, non si era fatto pregare e gliel’aveva cantato». E ha concluso con un pizzico di malinconia: «Chissà poi quell’ombrello così prezioso che fine avrà fatto. Io non ne ho saputo più nulla».

Gennaro Morra

Nato e cresciuto a Napoli, dove vivo attualmente, ho studiato informatica e sociologia. Ho tante passioni, ma quella che coltivo di più è la scrittura in tutte le sue forme. Sono giornalista pubblicista e ho all’attivo un romanzo, una raccolta di poesie, alcuni testi per canzoni, diversi premi vinti in concorsi di poesia e narrativa, collaborazioni con Repubblica Napoli e il Mattino.

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