“Vico Viviani”, Fiorenza Calogero omaggia il grande autore al Diana

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

S’intitola Vico Viviani lo spettacolo che Fiorenza Calogero porterà in scena al teatro Diana venerdì 10 giugno alle 21. Il concerto anticipa l’uscita di un disco, prevista per il prossimo ottobre, a cui hanno collaborato tantissimi artisti dal calibro nazionale e internazionale. Così, nei credits di questo lavoro discografico figurano nomi come Rosalia de Souza; M’barka Ben Taleb; Elena Ledda, Jaques Morelenbaum; solo per citarne alcuni.

Ma l’omaggio a Raffaele Viviani da parte della Calogero non nasce per caso. Infatti, la cantante e l’autore condividono la città natale, quella Castellammare di Stabia di cui l’interprete ha voluto raccontare la bellezza, partendo proprio dall’opera del grande Maestro.

Fiorenza Calogero racconta la genesi di Vico Viviani

E l’idea di Vico Viviani è nata proprio tra i vicoli della città termale durante il lockdown. Correndo tra quelle stradine, un giorno Fiorenza si ritrova per caso di fronte alla casa dov’è nato il poeta, commediografo e attore stabiese. E lì la cantante ha avuto l’intuizione per il suo nuovo progetto artistico: un disco e uno spettacolo che raccontassero il suo legame con la città e con uno dei suoi figli più illustri. Inoltre, lo stesso progetto è arricchito da un docufilm, che verrà proiettato in anteprima al termine dello spettacolo; il racconto in immagini, parole e musica di come sono state scelte le diverse voci che hanno contribuito a rendere Vico Viviani un vero e proprio gioiello musicale.

«Nell’ideare questo concerto ho pensato a un vico messo in scena come punto d’arrivo e partenza di un viaggio – spiega la Calogero –. Un viaggio che attraversa un’interminabile strada fatta di mistero e poesia, terra e mare, luce e buio, pulsione e razionalità».

Poi la cantante, che esordì a diciassette anni nella Gatta Cenerentola di Roberto De Simone, specifica il carattere dell’opera: «Il linguaggio musicale è quello tipico del mondo contadino del sud Italia. C’è lo stile della tarantella, nelle sue molteplici forme, e della tammurriata, che riteniamo sia la sua attuale variante. Così il sound, inasprito da tammorra e chitarra battente, rievoca il gioioso clamore dei vicoli; la compianta lontananza di un marinaio; la folle disperazione degli zingari; l’orgoglio malinconico di Bambenella».

 Brani, musicisti e contributi dello spettacolo

Tra i brani interpretati in Vico Viviani ci sono: Rumba scugnizza (“La rumba degli scugnizzi”); ‘O marenaro ‘nnammurato; Prezzetella ‘a capera; Lavannarè; Si vide a l’animale; Zingari; Avvertimento; Canzone di Margherita e Quanno jarraje a spusà. E tra una canzone e l’altra ci saranno i contributi audio con le voci di Peppe Barra, Isa Danieli, Maurizio De Giovanni, Massimiliano Gallo, Lello Radice e Anna Spagnuolo. Alla musica, poi, si accompagnerà l’impianto video-scenografico di Alessandro Papa. Il tutto sarà messo insieme dalla sapiente regia di Gennaro Monti, mentre la produzione è firmata da Musiciens (Salvatore Piedimonte) e MigrazioniSonore (Fiorenza Calogero).

Infine, sul palco insieme a Fiorenza Calogero ci saranno: Marcello Vitale alla chitarra battente, direzione ed elaborazioni musicali; Carmine Terracciano alle chitarre; Gianluca Mercurio alle percussioni. Mentre ospite della serata sarà Ezio Lambiase alla chitarra elettrica.

La fotografia di Fiorenza Calogero è di Riccardo Piccirillo (RicPic).

Redazione ilFattoNapoletano.it

IlFattoNapoletano.it è un blog informativo su ciò che succede a Napoli e d’intorni e nasce con l'intento di fornire ai lettori focus e spunti di riflessioni su determinati aspetti inerenti la vita della città.

Commenta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: